
Se si visita lo stand espositivo della fiera di stampa del 2026, si possono vedere dei sistemi di essiccazione UV in funzione nelle linee di stampa a offset, flexo e serigrafia: questi sistemi permettono una velocità di produzione reale, non soltanto una velocità di dimostrazione. La domanda che sorge è se il sistema UV funzioni effettivamente. In realtà, l’importante è che la lampada sia adeguata all’inchiostro utilizzato, al substrato e alla velocità di lavorazione della linea di stampa. I nostri moduli a lampada UV personalizzati hanno attirato molto interesse, poiché garantiscono una dose di luce costante già dalla prima passata di stampa: niente pubblicità, solo risultati concreti.
Cosa determina davvero le prestazioni del sistema di essiccazione UV? Tutto dipende dall’output spettrale e dalla densità energetica fornita dalla lampada. Con le lampade UV a base di mercurio, le lunghezze d’onda intense a 365 nm e 313 nm sono quelle che stimolano l’assorbimento del fotoiniziatore. Aggiungendo le lunghezze d’onda a 385 nm e 405 nm, si ottiene una migliore essiccazione della superficie e una penetrazione più profonda nei strati pigmentati. L’intensità massima di irraggiamento (in mW/cm²) determina quanto velocemente si può effettuare l’essiccazione a una data velocità di lavoro. La densità energetica (in mJ/cm²) invece determina se l’essiccazione avviene in modo completo.
Quando si sceglie una lampada, bisogna prestare attenzione alla lunghezza dell’arco elettromagnetico, alla densità di potenza (in W/cm) e alla geometria del riflettore. Un rivestimento dicromatico aiuta a orientare la luce verso lunghezze d’onda più lunghe, riducendo così il surriscaldamento del substrato. Gli involucri in quarzo privi di ozono rendono l’ambiente di lavoro più sicuro e proteggono gli elementi elettronici sensibili. La durata di vita della lampada viene misurata in ore, ma ciò che conta veramente è la stabilità dell’output: le lampade che funzionano per oltre 5.000 ore con una diminuzione dell’intensità di irraggiamento inferiore al 5%.
Perché questo è importante nella produzione reale? Durante le dimostrazioni, i macchinari di stampa riuscivano a gestire lavori ad alta velocità senza problemi, senza segni di usura o residui appiccicosi. Questo non succede per caso: succede quando lo spettro luminoso della lampada è adatto al fotoiniziatore presente nell’inchiostro, e quando l’intensità di irraggiamento è adeguata alla velocità di lavorazione. I nostri moduli possono essere integrati nei sistemi UV standard, garantendo una dose di luce costante su tutta la superficie da stampare. Il risultato è un ritmo di produzione più elevato, meno rifiuti e un consumo energetico prevedibile. Inoltre, meno sostituzioni delle lampade significano anche meno tempi di fermata della macchina.
Cosa bisogna considerare durante l’installazione? L’installazione è semplice, ma la gestione termica non è affatto trascurabile. È necessario controllare attentamente l’orientamento della lampada, l’allineamento del riflettore e il flusso d’aria di raffreddamento: un flusso d’aria insufficiente riduce l’output e accorcia la durata di vita della lampada. Bisogna inoltre verificare la compatibilità elettrica, in termini di tensione di accensione e corrente di funzionamento, e assicurarsi che l’alimentatore possa gestire il carico richiesto. Se si desidera un funzionamento privo di ozono, è necessario assicurarsi che l’involucro e il riflettore siano progettati appositamente per questo scopo.